Congresso mondiale de preghiera per la Vita

a Fatima, 4. – 8. Ottobre 2006

 

Nr. 10

7 ottobre 2006

 

P. Dr. Bernhard Vosicky OCist

 

Maria, vincitrice di tutte le battaglie di Dio

 

 

 

 

Introduzione

 

 

Gertrud von le Fort disse:

Maria  tu non vinci con la spada nella mano ma con la spada nel Cuore!

La vittoria di Maria non è una distruzione del nemico ma la realizzazione di una conversione vittoriosa. Maria prende il dolore e la sofferenza del peccato su di se – e trasforma il male in bene, l’oscurità in chiarore e il peccato in salvezza.

Lei porta su di sé e sopporta i peccati del mondo, il male dell’umanità e trasforma, attraverso la preghiera e una paziente sopportazione, la sofferenza e il dolore in un amore sempre più grande. Attraverso  si può sopportare tutto con una carità grande, paziente, fiduciosa e costante (1Cor 13,7).

Di questa forza convertitrice ad opera di un amore che tutto espia  ne parla S. Johannes Karmnelit: “Dove manca l’amore, là sei chiamato tu ad amare in maniera che la tua persona cresca e maturi  sempre più nell’amore.

Disponibilità a espiare vuol dire rimediare quella mancanza di amore che ha sviato l’uomo. Si tratta di colmare quel deficit di bene attraverso una generosissima  offerta di se stessi per l’altro. Avviene quindi davvero il pareggio di un deficit come l’angelo di Fatima  insegnò ai pastorelli (1916):

“Mio Dio io credo in te, ti prego, spero in te, ti amo. Ti chiedo perdono tutti quelli che non credono in te, che non sperano in te, che non ti amano.”

L’espiazione, lo ripeto ancora,  è: eliminazione di un deficit, il colmare una lacuna attraverso un’offerta generosissima di se stessi.

 

Il culto di Maria non è una forma sentimentale di pietà ma una necessità  per trasformare in Amore ciò che nel mondo si muove con difficoltà o in maniera sviata. Maria  agisce per  questa forma di conversione attraverso i cuori puri di tutti i fedeli e tramite i Sacerdoti  che consacrano il pane e il vino trasformandoli in Eucarestia.

 

 

1.      Parte: Due mezzi di vittoria del Cuore Immacolato di Maria.

 

 

Nell’anno 2007 celebriamo i 90 anni di Fatima.

Ma celebriamo veramente? Non dobbiamo forse lamentarci del fatto che i consigli che DIO ci ha dato attraverso Maria troppo poco vengano osservati nel mondo?

Non viene intralciata la vittoria del Cuore Immacolato di Maria attraverso la tiepidità e la superficialità di noi cattolici?

Santa Bernardetta Soubirous di Lourd disse una volta: “Non ho paura dei nemici della Chiesa, mi spaventa la tiepidità dei cattolici.

Fatima non è una rivelazione privata priva di peso, o da scartare: è invece un avvenimento riconosciuto dalla Santa Sede! Ancora in qualità di prefetto della Congregazione per la fede, J. Ratzinger ha commentato il terzo segreto di Fatima e ora come Papa Benedetto XVI lascerà germogliare questo seme nella vigna del Signore.

 

Ogni uomo avveduto sa che oggi viviamo in un equilibrio di pace assai fragile: vi è un continuo rischio di cadere in un abbisso di violenza. La vita del Santo Padre è stata minacciata dopo il suo pellegrinaggio in Baviera. Non vi è sola la minaccia atomica ma un terrorismo diffuso a livello mondiale che è davvero da temersi.

La defunta LUCIA disse a P. Augustin Fuentes che fu il diretto incaricato per la causa di beatificazione di Francesco e Giacinta. “Abbiamo dei mezzi formidabili a disposizione:

a)      la Preghiera

b)      la Penitenza

 

È tempo ora (90 anni dopo Fatima) che ognuno di noi di propria iniziativa conformi la propria vita alle indicazioni della Rivelazione di Fatima.

Non vogliamo angosciare gli animi ma rendere coscienti le persone della realtà delle cose. Da quando la Madonna ha dato al Rosario una così grande forza miracolosa non vi sono problemi né materiali né spirituali che non si lascino risolvere attaverso la nostra recita della Corona. Recitare il Rosario con Amore e con Pietá significa consolare MARIA..

Il desiderio ardente della Madre di Dio è quello che noi recitiamo giornalmente il Rosario per aiutarla a salvare le anime. La Recita del Rosario ci offre non soltanto una particolare protezione per il corpo e l’anima ma anche un passaggio nell’al di là  senza un’amara lotta con la morte. Questo costituisce già un grande valore che possiamo dare alla recita quotidiana del Rosario.

Con un po’ di buona volontà e risolutezza si lascino inserire nella nostra giornata 20-30 minuti di Rosario tutti di seguito o in diversi momenti.

Se Maria può essere chiamata la vincitrice di tutte le nostre battaglia divine, Lei sarà anche quella che ci porterà vittoriosi  nell’al di là contro le forze del male che proprio in questo momento ci perseguitano.

Già nel 1967, 40 anni fa, disse il Vescovo Dr. Rudolf Graber (Regensburg) nella Wiener Stadthalle in occasione della Festa del Rosario, del nome di Maria in presenza del Servo di Dio P. Petrus Pavlicek OFM:

Se io fossi certo che la Terra venisse distrutta o che un certo di numero di nazioni potesse venire bombardato da armi moderne. Se in più io sapessi che attraverso la Preghiera, la Penitenza si possa ovviare a questa catastrofe allora è nostro più santo dovere fare uso di questi mezzi salvifici. Se non me ne curo sono io stesso fra i colpevoli dell’annientamento di popoli. Questa mancanza di pietà è parimenti un crimine contro l’umanità.

(R. Graber, diffondi la parola, Regensburg 1968). Se il Papa Pio XII nella sua consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria nel 1942 proclamò Maria la  vincitrice di tutte le battaglie bisogna sottolineare come la vittoria della Madonna avvenga sempre in spirito di umiltà. In queste vittorie tra bene e male ci troviamo sempre  come di fronte alla scena veterotestamentaria di Davide contro Golia. Allora C’era il gignte Golia e il pastore David. Nel secolo XX il gigante comunismo (rivoluzione di ottobre del 1917) e i pastorelli di Fatima. Davide era allora armato di una fionda e cinque pietre mentre i pastorelli di Fatima di un Rosario di cinque misteri e una grande disponibilità alla Penitenza. Questo ha messo in ginocchio il grande gigante. Maria vince sempre disse il cardinale polacco Hlond von Krakau. Lei vince però con l’arma della Preghiera e della Penitenza. Queste virtù erano infatti nel cuore dei fanciulli di Fatima. Il cancelliere tedesco Adenauer disse una volta: I luoghi di culto religioso meta di pellegrinaggi sono le capitali segrete del mondo!”. Perché? Perché in essi hanno luogo le vere battaglie contro Satana, la morte e il peccato. In essi si costruisce la vittoria del bene sul male.  Papa Benedetto XVI disse il 9 settembre 2006 a Monaco: Maria, la tua potenza è l’essere un’umile Serva del Signore. La tua potenza è la bontà. Parimenti disse il cancelliere tedesco Adenauer: “Ciò che noi non possiamo ottenere attraverso l’esercizio del governo sui popoli possiamo chiederlo con la preghiera”. Quando nel 1955  la libertà dell’Austria fu conseguita dopo un decennale periodo di occupazione da parte delle quattro potenze alleate e questo paese divenne quindi nuovamente indipendente disse il 10 settembre 1955 ilcancelliere Ing. Julius Raab: “Numerosi uomini in Austria, pur essendo credenti, disperarono della potenza della pregheira. (il piccolo “Davide-Austria” e le quattro potenze vincitrici della seconda guerra mondiale: USA, Russia, Francia e Gran Bretagna): La potenza della Fede ha donato al popolo austriaco un forte morale. La potenza della  Fede ci ha tenuti in piedi! La nostra preghiera fu la nostra arma potente.” Non solo gli uomini fanno la storia ma anche Dio può in maniera determinante interfenire negli avvenimenti. Non soltanto l’intelligenza dei grandi statisti e le loro capacitá di mediazione sono in gioco ma anche l’intercessione di Maria  e molte mani giunte nella recita del Santo Rosario. Questo influenzò anche la vittoria sul Comunismo in Europa sotto il Papa Giovanni Paolo II. Si ebbe il crollo del muro di Berlino, di molti confini segnati dal filo spinato e campi di mine, e la libertà dei paesi dell’est.

 

 

2.      Parte. Ancora un mezzo per la vittoria di Maria: La consacrazione di ciò che ci è caro al Cuore Immacolato.

 

 

54 anni fa (7 luglio 1952)  ha consacrato al Cuore Immacolato di Maria, in sintonia con i desideri della Madonna di Fatima “l’intero popolo russo nella sua condizione di oppressione”. Un’altra arma più forte del nucleare e delle bombe al neutrone e quindi ancora un mezzo della vittoria di Maria: La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Vi sono luoghi e personaggi nell’antichità e nel nostro tempo che fra loro si contrappongono. Davide e Golia, Maria e Marx, Fatima e Mosca, il Papa polacco di Fatima e il Cremlino moscovita e adesso: Benedetto XVI e Hitler. Benedetto XVI è nato ad Inn appena pochi chilometri dalla città natale di Hitler, Braunau. Il 20 aprile nacque il Führer e il 19 aprile 2005 fu eletto il Papa tedesco.

A Colonia si sono radunati in preghiera nel 21° secolo più di un milione di giovani  per Pace e Giustizia a Marienfeld  cuore di una Germania che nel 20° secolo si macchiò di due guerre mondiali. Non è tutto ciò una vittoria del Cuore Immacolato di Maria? Il TOTUS TUUS (Io sono tutto tuo Maria) del pontefice polacco agì infine nella battaglia spirituale in Europa che si è allontanata da Dio. “Volete la guerra totale?” “gridavano i nazisti a Berlino. “Volete l’amore?” Dio è Amore annuncia il Papa tedesco..

“Il respiro vitale di Dio alita nel terzo millennio anche sulla storia d’Europa. Anche oggi Dio si rivela nel Dramma della storia. Una scelta importante è decisiva: o una religiosità morta o una religiosità viva. (Walter NIGG, Grandi Santi. Zurigo 1952, 123)

Benedetto XVI non sarebbe mai esisto come Papa se l’imperatore Ferinando III. nel 1640 durante la spaventosa guerra dei trent’anni non avesse consacrato l’impero tedesco a Maria: A te Maria e al tuo figlio do tutto me stesso e la mia famiglia, l’impero romano al quale mi hai posto a capo. Tuoi sono i popoli e l’esercito. Proteggili, vinci attraverso di essi. Governali tu! Queste sono le mie pie lodi dedicate alla giustizia. Il tuo Ferdinando. 1640.”

 

Maria ha protetto l’Austria e la Germania a lei conscrate e dopo la seconda guerra mondiale dalle ceneri e macerie ha di nuovo eretto il paese. Da un paese macchiato dall’olocausto degli ebrei ha fatto nascere come successore del pescatore ebreo (S. Pietro) un semplice “operaio nella vigna del Signore”. Anche l’Imperatore Leopoldo I. ha consacrato il mandato imperiale alla madre di Dio il 5 settembre 1658 ad Altöttingh. Fu una vera dedizione a Maria. Nel 1645 si consacrò il principe Maximilian I di Baviera alla madre di Gesù ad Altötting. Consacrò la sua vita a Maria e sottoscrisse la formula di consacrazione con il suo proprio sangue:

“A te mi consacro o Vergine Maria, Massimiliano il grande , il peccatore!”. 

In questo Congresso sulla Vita avente luogo a Fatima si vuole sottolineare come questi monarchi  riconobbero che la vita dell’uomo debba essere fondata sui grandi valori. Questi governanti non furono uomini iperesaltati ma persone profondamente religiose. Riconobbero che la vita non è uno spasso ma una cosa seria e su di essa si fonda il nostro futuro nell’eternità. Essi non cercarono un benessere apparente basato sull’autorealizzazione attraverso carriere prestigiose ma vollero dedicare interamente la propria vita quotidiana a Gesù attraverso Maria.

Questi uomini si dedicarono con tutte le loro energie al loro prossimo attenendosi così alla parola del Signore: “La più grande carità appartiene a coloro che danno la loro vita per gli amici (Giovanni 15,13).”

Nella vita eterna sapremo quanto si poteva fare di più per la causa del bene attraverso la dedizione a Maria, Gesù e Dio.

Nel 1948 Papa Pio XII promosse attraverso l’enciclica “Auspicia quaedam” la consacrazione di tutte le Diocesi,  Parrocchie e famiglie a Maria. Anche Paolo VI promosse la consacrazione a Maria delle famiglie cristiane durante il Concilio Vaticano II.

 

 

3.      Parte: La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria porta ad una pienezza di vita.

 

 

Per la dignità della vita nel suo corso che va dal concepimento alla morte naturale è decisivo il Cuore Immacolato di Maria. Perché? Perché Maria è la seconda Eva, la madre di tutti i viventi, la Madre della Vita.

La vergine porta in grembo il figlio divino in pienezza di vita. Lei ha partorito l’Autore della Vita. Lei ha messo al mondo colui che è la Via, la Verità e la Vita. (Würzburg 1948). Ecco ciò di cui dobbiamo tener conto nelle battaglie spirituali giornaliere.

 

- che Il diavolo come assassino si infiltra nelle masse (corpus diabolicum). Si manifestò attraverso la distruzione di massa all’epoca del terzo Reich e nell’attuale pratica dell’aborto. Satana oppone un corpo diabolico al corpo mistico.

 

- il diavolo vuole il “si” collettivo e non una personalità individuale dotata di una irripetibile peculiarità. Non vuole persone come immagine di Dio ma una massa manipolabile.

 

A questo possesso delle masse con una conseguente oppressione della personalità del singolo opponiamo una spontanea autodedizione a Gesù attraverso Maria proprio sul modello dei tre pastorelli di Fatima. Alla massificazione satanica opponiamo il Cuore Immacolato di Maria a salvaguardia della vita individuale di ciascuno. Quando i bambini di Fatima si consacrarono al Cuore della Madre della Vita si contrapposero in maniera radicale all’appiattimento delle masse per opera di Satana. Questi bambini hanno conservato la loro vita consacrata a Dio che non opprime la Personalità individuale ma la nobilita nell’arca salvifica dell’Immacolata Madre della Chiesa nel viaggio che conduce al porto della vita eterna. Già il Papa Pio XI ha constatato nel 1937: “Alcune forze del Male si scatenano in una pazzesca lotta contro l’ordine umano e divino della Vita portando la nostra società verso uno spaventoso abisso. Questa frase coincisa è molto eloquente.

Non dobbiamo allora metterci all’opera per una controffensiva in grande stile, ovvero un’azione per la vita? Per realizzare ciò dobbiamo fare riferimento a Maria che Pio XII hat denominato la vincitrice di tutte le battaglie per la causa di Dio” Lei vince anche le nostre attuali Lotte per la Vita.

In un periodo dove regnano regimi totalitari, dove l’uomo viene coinvolto in un modo di vivere materialistico e dove il consumismo dopo il comunismo sono diventati un’abitudine e una moda, …proprio in questo periodo è doverosa la dedizione a Cristo tramite Maria. La consacrazione a Cristo attraverso Maria diviene qui a questo punto secondo San Luigi Maria Grignion von Montfort una necessità. L’uomo del terzo millennio, il cristiano del futuro non può diventare schiavo di un gigantesco apparato statale e sociale che organizza genocidi sotto la guida di governanti assassini. I cristiani del terzo millennio non possono porsi al posto di Dio dicendo con una diabolica superbia: “non serviam” non voglio servire Dio. Il nostro futuro consisterà nella totale dedizione a Dio che è il Signore della vita e a Maria la madre della nostra Vita.

Lei è la donna che secondo la dottrina della Chiesa supera tutti le deviazioni dalla retta via compresa anche la cultura della morte che Satana ha molto propagato. Lei è un’umile vincitrice di tutte le battaglie di Dio per la vita.  Lei è il più potente contrappeso al diavolo perché la sua guida non è al di fuori ma dentro alla luce divina: Lei ci conduce alla luce Dio e ci fa diventare figli della Luce. Nella completa dedizione a Maria realizziamo al meglio la nostra rinuncia alla superbia odierna che non ammette il dovere di ringraziare Dio per i suoi doni e l’essere a lui sottomessi. In un periodo di perversione sessuale la devozione a Maria Immacolata, la madre del puro e del bello, dell’amore casto corrisponde ad un avvicinarsi ad una necessaria nobilitazione dell’essere umano.

Attraverso la devozione all’Immacolato Cuore di Maria che la Madonna consigliò ai bambini di Fatima vi sono le basi di un nuovo ordine del Mondo nel quale tutto verrà rinnovato al cospetto della Terra (Salmi 103,30):

 

Il 6 giugno 1979  Papa Giovanni Paolo II disse nella sua preghiera di commiato da Jasna Gora, Tschenstochau: “Sublime madre della Chiesa. Mi consacro ancora una volta quale servo del tuo amore, Totus tuus. Ti consacro l’intera Chiesa, fino ai confini della Terra…

Madre prendici con te! Madre non lasciarci! Madre guidaci!”

 

 

4.      Parte: A Fatima si scoprono gli errori del nostro tempo

 

 

a)      Patria celeste e Famiglia

 

Il 13 maggio 1917 disse la Vergine Maria ai pastorelli di Fatima : “non abbiate paura, non faccio niente di male. Io vengo dal Cielo.”

Il cielo è la vita nella pienezza, la vita eterna in Dio in una gioia senza fine. Ma proprio il Cielo oggi gioca un ruolo sempre inferiore nella vita dell’uomo. L’uomo moderno si inginocchia davanti al mondo (Louis Bouyer, la caduta del cattolicesimo, Monaco 1970, 58). Noi ci conformiamo al mondo ( Rom 12,2) ignorando il soprannaturale. Siamo dediti alle cose terrene in un percorso di secolarizzazione. Maria disse: “Vengo dal Cielo”. Lei accentua la dimensione verticale ovvero ciò che è lassù (Col. 3,1) svalutando la dimensione orizzontale terrena. Ciò vuol dire che Lei non intende appiattire tutto in una dimensione mondana o  in un incondizionato spirito di gruppo. Non pone tutto alla stesso livello ma tiene in somma considerazione il soprannaturale. I bambini veggenti di Fatima domandano alla Vergine se un giorno andranno in cielo. Essi anelano al cielo.. Francesco dice: “Se gli uomini ci uccidono saremo presto in cielo, come è bello! Nessuna paura della morte!”

Qui non vi è la dinamica di gruppo, nessuna meditazione trascendentale, nessuna teologia della liberazione, nessuna crisi di identità, ma una sostanziale semplicità, tensione verso la pienezza di vita, verso la vita in cielo, verso Dio. Un errore del nostro tempo viene scoperto attraverso la sostanziale semplicità dei bambini Fatima:

“L’uomo vive sulla terra per riconoscere Dio, per amare e per andare dopo la vita beato in cielo!”. I bambini vengono scelti da Dio per mostrarci il Cielo e una vita pura che è l’unica vera. Fatima punta lo sguardo sui bambini, sui bambini nella famiglia. Con questo Dio vuole dire che la vita familiare è oggi minacciata!

È necessario orientarsi sul modello  della Sacra Famiglia di Nazaret. Essa è un Santuario dell’amore, della Vita e della Fede. La caduta del valore del Matrimonio e della Famiglia trova un rimedio nell’esempio della Santa Famiglia. Tutte le crisi come il divorzio, limitazione delle nascite, risvolti sessuali arbitrari su tutto. Dov’è il rimedio? A Fatima  si punta lo sguardo su tale problematica. Giacinta ha una visione del Santo Padre piangente, con la testa fra le mani. Piange sulla distruzione della Famiglia.

 

b)      Peccati, diavolo inferno.

 

L’uomo moderno e certo tipo di teologia semplicistica sdrammatizzano il male, negano il peccato o lo fanno diventare bello. Del diavolo si parla poco. Il peccato è al massimo un momentaneo andare in tilt. I peccati che ci possiamo permettere li concordiamo con Dio. I comandamenti di Dio sono soltanto una guida senza impegni per i nostri passi e l’autorità di Dio non deve intralciare lo sviluppo della persona: non si ha bisogno di confessare qualche bagatella. Dio è così buono che perdonerà tutto. A che scopo la Confessione, il Pentimento, la Penitenza. Sulla nostra Salvezza siamo ottimisti e non ci  facciamo troppi problemi.

 

Fatima è come un fulmine a ciel sereno su  questo idillio di una semplicistica autoespiazione. Fatima spazza via le bugie sul peccato, il diavolo e l’inferno. Per i bambini veggenti di Fatima il peccato è qualcosa di molto grave, una radicale rottura con Dio, un rifiuto del suo amore. Il peccato non si può semplicemente cancellare senza espiazione, senza penitenza. Già dalla sua prima apparizione Maria parla di espiazione:

“Volete essere in comunione con Dio? Preparatevi alla penitenza e a sopportare ogni dolore che egli vi manderà per la conversione dal peccato che ha portato molte persone all’inferno. Fra i terribili peccati vi è la bestemmia contro Dio e al Cuore Immacolato di Maria.!!

I bambini di Fatima si sono volontariamente inflitti penitenze all’età di 7, 9 e 10 anni e hanno fatto tutto per amore di Gesù e per la conversione dei peccatori”.

Non hanno mai dimenticato le parole di Maria: “Mai offendere il Signore che già troppo fu offeso!” Fino alla morte hanno pensato alle parole: “Pregate, pregate di più considerando la gravità del peccato, del diavolo, dell’inferno. Questi santi bambini di Fatima ci insegnano la verità della penitenza, della rinuncia, dell’espiazione.

 

c)      Il Cuore

 

Lucia ha dovuto vivere fino al terzo millennio (+13 Febbraio 2005) per dare un saldo fondamento al Cuore Immacolato di Maria. Avere cuore è l’opposto all’uso di una fredda ragione. La fede viene messa a confronto con  la ragione. Non dobbiamo dare un prevalente spazio nella nostra vita all’intelletto umano, alla tecnica, all’energia atomica ma all’”avere Cuore”. L’uomo del terzo millennio cerca di eliminare il Cuore e di razionalizzare tutto. Tutto è fattibile e organizzabile specialmente nel mondo del lavoro. A questo proposito la Madre di Dio ha donato a Lucia e poi a noi il suo Cuore. Nel Cuore di Maria c’è la salvezza. Tramite esso riceviamo la Vita, la Protezione, Amore, Fiducia, Bontà, Calore e Luce.

 

d)      Segnali e tempo della fine

 

Maria è (Lumen gentium) è l’immagine e principio della Chiesa che in un futuro prossimo porterà a compimento la sua Missione. Così viene comunicato nel Concilio Vaticano  II. Maria è il segno di una speranza sicura e di consolazione per il popolo di Dio in cammino. Alla prima venuta di Cristo che visse povero e al di fuori delle lusinghe del mondo, anche la vita di Maria si svolse in povertà e al di fuori delle attrazioni mondane. Nel sua seconda venuta Cristo sarà raggiante e Maria si mostrerà come Regina. Comparirà come un segno luminoso nel Cielo a guisa di una Rivelazione segreta. Per questo il 13 ottobre 1917  ci fu il miracolo del sole che si mostrò in un arcobaleno dai mille colori. Maria è la precorritrice del nuova venuta del Signore. Lei prepara la venuta del suo figlio, come una volta fece Giovanni Battista. Lei ci guida fino alla venuta del Signore nella sua Gloria per giudicare i vivi e i morti.

Lei ha cura che noi apparteniamo alla stirpe benedetta e non a quella dell’Anticristo, figura trattata da scrittori dell’epoca moderna.

 

L’oscurità notturna divenne improvviso chiarore attraverso un bagliore.

Un segno grandioso apparve in cielo (Ap. 129 Una donna vestita di sole con la luna sotto i piedi e  un capo coronato di dodici stelle. L’apparizione si fermò un attimo, poi si mosse lentamente verso Sud. Il primo Papa Pietro alzò la sua verga ed esclamò: “Questa è la bandiera! Seguiamola!” e andò verso l’apparizione, accompagnato dai due anziani e dall’intera schiera dei cristiani verso il monte del Signore.

 

Possa Papa Benedetto XVI andare ad Instambul incontro a Maria acompagnato dai due anziani, entrambi i patriarchi dell’est, per la festa di Andrea nel 2006 per conseguire l’unità delle chiese.

 

Se noi personalmente confidiamo in Maria, la madre della vita, ella sarà per noi un sicuro riferimento di speranza  per una pienezza di vita, consolazione per tutti i pellegrini sulla terra.